CUCINA TRADIZIONALE

CUCINA TRADIZIONALE

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Descrizione

La cucina tradizionale Calverese è una cucina povera, semplice ma gustosa.

Pur essendo umile è variegata: molte verdure (anche selvatiche); legumi per fare zuppe e minestre; tanta frutta, anche secca; poca carne. In passato la carne più utilizzata era quella di gallina, coniglio e maiale (del quale non si buttava via niente).

Si mangiavano più raramente pecore e capre, che erano allevate più per latte e lana, mentre in genere il capretto e l’agnello erano venduti o barattati( o mangiati in occasioni speciali).

Tra le ricette della tradizione che le massaie preparavano più sovente troviamo: maccarun cu fierr, raskatiell, pitta di grandinii, cauzuniell e cannaricul, laghin e cicir, laghin e fasul, raskatiell d miskigl, pulpett o pallott, grispel, zafaran crusc fritti e patate arraganat (patate cotte sotto la cenere).

Ogni dieci agosto si organizza un evento dedicato proprio ad un piatto tipico di Calvera: la Sagra dei Maccarun cu fierr

 

Prodotti Pat (Prodotti agroalimentari tradizionali)

Pitta di Grandinii

Nastruss


Alcune ricette


Pitta di grandinii ( Rosa Rondinelli)

Prendere la farina di mais e impastarla con acqua e sale. Mettere l’impasto tra due foglie di cavolo, schiacciarlo, dandogli la forma di una grossa focaccia e cuocerlo sulle mattonelle del caminetto ricoperto di cenere e braci.

Si può condire con sugo, olio, zafaran crusch e accompagnare con un bicchiere di vino.

 

Laghin o Lagan (Tagliatelle) Maria Melfi

Pesare la farina ad occhio in base al numero di persone. Mettere la farina sulla spianatoia creando una fontana e aggiungere l’acqua lavorando l’impasto fino a creare una pasta liscia e dura. Prendere una pallina di pasta e stenderla con il mattarello creando uno strato sottile. Fare asciugare un po’, piegare la pasta a fisarmonica e tagliarla con il coltello ottenendo lunghe strisce. Cuocere le lagan nell’acqua bollente e alzarle appena vengono a galla. Condirle con sugo oppure fagioli o ceci cotti nella pignatta.

Oggi nell’impasto si mettono le uova.

Il giorno dell’Ascensione si preparava una versione con il latte.

 

Cannaricul (Consiglio Antonietta)

Prendere circa un chilo di farina di grano tenero e sistemarla a fontana sulla spianatoia ( scanatur). Aggiungere 1 bicchiere di olio, 12 uova e un cucchiaio di sale e impastare tutti gli ingredienti per ottenere una pasta morbida.

Allungare la pasta e tagliarla a tocchetti . Passare i tocchetti su un cestino di vimini per dare loro un aspetto rigato. Cuocere con olio bollente in una padella alta.

Alcuni preferiscono usare meno uova e metà farina di grano duro e metà di grano tenero.

Un tempo nell’impasto si aggiungeva un po’ di vino.

 

Maccarun ca’ muddica ( Giuseppina Lo Vaglio)

Impastare 500 gr di farina con acqua e un pizzico di sale. Dopo aver lavorato l’impasto allungare la pasta e tagliarla in bastoncini da arrotolare con il ferro. Cuocere la pasta e condirla con sugo fatto con braciole di maiale e con la mollica di pane.

La mollica si frigge con 1 spicchio d’aglio, un po’ di origano (o alloro)e peperone macinato.

Alcuni preferiscono aggiungere uova e olio all’impasto.

È un piatto tipico del periodo di Carnevale.

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